Il progetto "Sinestesia - Colori e suoni delle origini"

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Andrea Benetti ha presentato alla 53. Biennale di Venezia, all'Università Ca' Foscari, il "Manifesto dell'Arte Neorupestre", nel quale ha ipotizzato un ponte immaginario, tra origini preistoriche e contemporaneità dell'arte. Successivamente, in collaborazione con il Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna, ha ideato il progetto “Sinestesia - Colori e suoni delle origini”. L'evento artistico è stato presentato nel 2013, a Bologna, a Palazzo D'Accursio, in Sala Ercole, nel 2014 all'Università di Bari, nell'ex Palazzo delle Poste e nel 2015 a Lecce, nel Castello Carlo V. Con le opere ispirate all'Astrattismo e realizzate in bassorilievo su tela, per simboleggiare idealmente l'irregolarità delle pareti rocciose, Andrea Benetti sottolinea come forme embrionali di astrattismo fossero già presenti nell'arte delle origini. Ad evocare l'aspetto sciamanico, che si ipotizza accompagnasse la pittura Rupestre, il compositore e musicista Frank Nemola esegue una performance musicale all'inaugurazione della mostra. La musica composta da Frank Nemola potrà divenire la colonna sonora della mostra ed accompagnarla per tutta la sua durata. Il progetto “Sinestesia - Colori e suoni delle origini” nasce dalla ricerca creativa di Andrea Benetti e di Frank Nemola. Essi uniscono sensazioni visive ed acustiche ispirate alla genesi dell'arte, seguendo la tesi che pone la pittura Rupestre al fianco dei riti sciamanici, come riti dell'uomo preistorico, che progredivano di pari passo. Andrea Benetti crea un ponte ideale tra le origini dell'uomo e la contemporaneità, indirizzando l'attenzione del pubblico sull'odierno modo di comunicare, basato su iconografie, simboli e suoni, teso ad estremizzare le semplificazioni, quasi fosse un ritorno alle origini. L'analogia alla base del progetto evidenzia come i più diffusi mezzi di comunicazione e svago, in uso su larga scala nella società contemporanea, interagiscano principalmente con l'uomo, attraverso l'uso di due sensi, che fungono da percettori di immagini e di suoni. Televisione, computer, smartphone, tablet sono ormai mezzi di fruizione di massa, con cui percepiamo e trasmettiamo la realtà, o l'illusione di essa, attraverso la vista e l'udito. Mediante una trasfigurazione ed una rivisitazione ideale, creata dagli artisti, tra l'onirico ed il reale, simbolicamente rivivono i colori ed i suoni delle origini; gli stessi che i nostri antenati, agli albori dell'umanità, per la prima volta scoprivano ed utilizzavano, per comunicare con il mondo, probabilmente anche attraverso riti sciamanici, donando alla genesi dell'arte una sacralità eterna. Andrea Benetti, ideatore del “Manifesto dell'arte Neorupestre”, presentato alla 53. Biennale di Venezia (2009), presso l'Università Ca' Foscari, da parecchi anni svolge la propria ricerca sulla pittura Rupestre, rendendole omaggio con opere che la rivisitano, la trasfigurano e la reinventano. 

 LA MOSTRA

Andrea Benetti parte dal concetto che nella pittura Rupestre erano già contenute tutte le vie future della pittura, tra cui il figurativo, l'astrattismo (oggetto di questa mostra), il simbolismo ed il concettuale. Usando la tela come supporto, le opere di Benetti partono con un bassorilievo, realizzato in fondo gesso, che emula simbolicamente le sporgenze e le irregolarità delle pareti rocciose. Il bassorilievo è poi "anticato" e pigmentato con sostanze naturali, quali caffè, hennè, cacao, curcuma, ossidi, ecc. e reso simile cromaticamente a vari tipi di roccia. Nella fase finale vengono utilizzati i classici colori ad olio, coi quali sono dipinte alcune parti dell'opera. La mostra è composta da opere ispirate all'Astrattismo delle origini.

Le opere
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Il video promo della mostra